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   sabato 28 gennaio 2012
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Una cura inadatta del diabete può aumentare il rischio di tumore?

 La risposta è vero: La settimana scorsa si è riunita a Vienna la Società europea per lo studio del diabete. In agenda un tema scottante: diabete e tumori. Tutto è partito dalla pubblicazione a inizio 2009 di dati che sembravano legare un tipo particolare d’insulina allo sviluppo di tumori. Diversi dati, in particolare registri dove vengono iscritti diagnosi e cure, hanno dimostrato che il diabete può essere in certe circostanze legato a un aumento del rischio di tumore. In prima fila ci sono i tumori del pancreas, ma nella lista ci sarebbero anche altri tumori, come quello dell’intestino e del seno. Chi è responsabile di questo aumento? Il diabete di per sé, il livello di cura, i farmaci utilizzati; con i dati a disposizione è difficile rispondere in modo inequivocabile, ma alcune indicazioni ci sono. L’aumento del rischio di tumore sarebbe dovuto alla resistenza all’insulina che a sua volta è dovuta all’inattività fisica e al eccesso ponderale. In questa situazione il pancreas deve produrre una quantità eccessiva d’insulina per mantenere la glicemia ed è dunque sotto “stress” (vedi sul GdP del 15 settembre scorso, pagina 28, l’articolo sui glitazoni).i farmaci che agiscono sulla resistenza all’insulina sono quelli che proteggono contro quest’aumento del rischio di tumori. Tra questi farmaci al primo posto si trova la metformina (glucophage), che è chiaramente protettrice visto che le persone che l’assumono anche in combinazione con altri farmaci hanno una diminuzione del rischio. I glitazoni (actos, avandia), altri farmaci contro la resistenza all’insulina, portano anche loro un vantaggio in questo senso. La raccomandazione degli specialisti a Vienna è ancora una volta quella di non focalizzarsi sul solo valore glicemico ma di scegliere attentamente i farmaci che portano ad ognuno il beneficio maggiore, senza correr rischi inutili. 

Una serata informativa su questo tema è prevista mercoledì 28 ottobre prossimo alle ore 19.00 presso la sede della Fondazione Diabete Lugano, in via Massagno 20 a Lugano. (ex albergo Arizona)

 

 
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L’alimentazione del diabetico costa di più ? 

La risposta è no!!

 

Le raccomandazioni per un’alimentazione corretta nella la cura del diabete sono 8. Frutta e verdura 5 volte al giorno, farinacei ad ogni pasto principale, pesce o carne almeno 1 volta al giorno, latte e derivati 3 volte al giorno, pochi grassi aggiunti, pochi dolci, nessuna bevanda zuccherina, bere acqua e usare poco sale. Questo programma alimentare vale non soltanto per il diabetico ma sono raccomandazioni auspicabili per l’intera popolazione di ogni età. Il diabetico oltre a queste 8 raccomandazioni deve stare pure attento al quantitativo di carboidrati giornalieri che deve essere monitorato in modo preciso. È vero, questa alimentazione è da consigliare a tutti, ma non tutti (fortunatamente) sono diabetici. Quindi mentre per i diabetici, il modo di nutrirsi fa parte  integrante della cura della malattia e la spinta ad un certo modo di alimentarsi deve essere forte, per la restante parte della popolazione rimane una scelta facoltativa, cioè una prevenzione e non una terapia. È pure vero che un’alimentazione di questo tipo può rappresentare un impegno sia di tempo che di denaro . Le nostre autorità non la pensano così e dando per scontato che una sana alimentazione vale per tutti, hanno pensato di negare al diabetico ogni sostegno finanziario per favorire certe scelte dietetiche, che si sono sicuramente sane, ma sono senza dubbio un po’più costose.

 

  Gli  animali possono diventare diabetici ?
 

La risposta è vero.

 

Il  diabete è molto diffuso nel mondo animale, un cane su 200 può durante la sua vita divenire diabetico, la stessa proporzione vale per i gatti. Generalmente il diabete appare a l’età adulta e in modo acuto, si sospetta un diabete in un animale quando questo urina frequentemente, è più stanco del solito perde peso pur mangiando come al solito o addirittura più del solito. La diagnosi deve essere confermata dal veterinario ed è necessario istaurare un trattamento rapidamente, la cura consiste in iniezioni d’insulina. Curato bene,  l’animale vivrà ancora per molti anni. Altri animali possono sviluppare il diabete, per esempio il cavallo o il furetto. Non sembra essere lo stile di vita che predispone un gatto o un cane al diabete ma ben si una propensione geneticamente determinata. Come dagli uomini per il diabete di tipo 1 non si conosce il meccanismo che porta l’animale a diventare diabetico ma si pensa che questo possa essere un infezione virale, lo stress o un trattamento con del cortisone. Ma perché il diabete è cosi frequente anche negli animali?? La ragione probabilmente viene cercata nelle fisiologia o fisiopatologia del diabete. Il diabete inizia quando la cellula beta del pancreas (quella che produce l’insulina) non riesce più a fornire la quantità d’insulina richiesta per mantenere la glicemia nella norma. Il nostro corpo possiede  una decina di ormoni capaci di fare salire lo zucchero ma solo uno che lo fa scendere. Si capisce dunque la fragilità del sistema. Ogni qualvolta la cellula beta è colpita il diabete appare perché la cellule beta e unica e insostituibile.

 

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